Era una notte di dicembre, proprio prima di Natale. Anna sedeva da sola nel suo accogliente appartamento, avvolta in una morbida coperta, con un calice di vino rosso in mano. Fuori dalla finestra la città scintillava di luci natalizie, ma nella sua camera da letto regnava un silenzio profondo e intimo. Dopo un’intera giornata piena di impegni, sentiva la tensione abbandonare lentamente il suo corpo. Sapeva di meritare qualcosa di speciale: un momento tutto per sé, pieno di piacere e oblio.
Da alcune settimane portava dentro di sé quel desiderio.
Aveva letto da qualche parte una guida sui vibratori aspiranti e non riusciva a smettere di pensarci: a quelle delicate onde d’aria che dovevano imitare il bacio più tenero. Alla fine aveva scelto un modello iconico: quello con la funzione di onde pulsanti e vibrazioni, silenzioso, elegante, realizzato in morbido silicone medicale. Era arrivato confezionato con discrezione, senza alcuna traccia del mittente.
Ora era sdraiata sul letto, con indosso solo una camicia da notte di seta che sfiorava appena la sua pelle. La luce della lampada da comodino proiettava un bagliore caldo e dorato sulle spalle e sulle cosce nude. Estrasse il giocattolo dalla custodia di velluto: era già carico, impermeabile, pronto.
Lo avviò quasi senza emettere rumore.
Prima un ronzio appena percettibile, poi… quella sensazione. Appoggiò la testina dello stimolatore sul clitoride. La prima modalità fu come il tocco più delicato delle labbra: le onde d’aria pulsanti aspiravano la pelle con una tale dolcezza che un brivido le percorse la schiena. «Oh…» sussurrò, chiudendo gli occhi. Non erano semplici vibrazioni. Era qualcosa di molto più naturale, come se delle labbra calde sapessero esattamente dove toccare, quanto a lungo restare, come aumentare lentamente la pressione.
Passò a un livello più alto. Le pulsazioni divennero più profonde, più intense, e la vibrazione aggiunta si diffuse come un’ondata calda sull’addome, sui fianchi, sui seni. Il respiro di Anna accelerò, le dita si strinsero sulle lenzuola. Sentiva che tra le cosce diventava sempre più umido, mentre il corpo si inarcava spontaneamente, cercando un contatto maggiore. Immaginava le mani del suo amante sui suoi seni, il suo sguardo pieno di desiderio, ma quella sera c’era solo lei: padrona del proprio piacere.
L’orgasmo arrivò all’improvviso e con forza, come un temporale estivo: un’onda dopo l’altra, più intenso che mai. Gemette piano, tremando con tutto il corpo, poi si lasciò ricadere sui cuscini, raggiante, con un sorriso languido sulle labbra. Rimase così a lungo, sentendo il calore e il beato rilassamento diffondersi in ogni cellula.
Quel piccolo ed elegante accessorio non le aveva regalato soltanto un piacere indimenticabile: le aveva permesso di riscoprire il proprio corpo, di sentirsi più bella e più consapevole di sé. Sapeva che quello era solo l’inizio di tante serate simili, in cui sarebbe stata sola con se stessa… e con i suoi segreti.
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[…] Nie zauważyła, kiedy on spojrzał w jej stronę. […]