Nel lussuoso chiaroscuro dell’appartamento inizia il rituale.
Una sottile collare nero. Seta rossa che avvolge i polsi. Una benda sugli occhi che sottrae la vista, ma restituisce tutti gli altri sensi.
Lei si abbandona completamente. Lui prende – lentamente, con precisione, spietatamente.
Ogni colpo della paletta, ogni centimetro di penetrazione, ogni corda che affonda nella pelle è un’altra domanda: «Quanto profondamente sai sottometterti?»
Un intenso gioco di potere e piacere, in cui il confine tra punizione e ricompensa smette di esistere.
Per coloro che sanno che la vera sottomissione non comincia con un «sì», ma con il silenzio in cui risuona più forte.

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