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Ore di piacere

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Preparativi
Marta aveva affittato un piccolo e accogliente appartamento a ore. Era il luogo ideale per realizzare le sue fantasie: discreto, pulito e confortevole. Sapeva esattamente cosa voleva fare, e il solo pensiero le faceva battere più forte il cuore.
L’appartamento era modesto, ma aveva tutto ciò di cui aveva bisogno: un letto comodo, asciugamani morbidi e un’atmosfera accogliente. Marta si guardò intorno nella stanza, controllando che tutto fosse al proprio posto. Sul comodino mise una bottiglia di vino e due bicchieri: un piccolo dettaglio per rendere più distesa l’atmosfera prima di ciò che stava per accadere.

Puntualmente, all’ora concordata, suonò il campanello. Marta aprì la porta con un sorriso sul volto, dando il benvenuto al suo ospite. Era un uomo che conosceva da molto tempo, qualcuno di cui poteva fidarsi e con cui voleva realizzare i suoi desideri più segreti.
– Ciao – disse, conducendolo all’interno. – Pronto per qualcosa di speciale?
Lui la guardò con un lampo negli occhi, e il suo respiro accelerò. Sapeva che non sarebbe stato un incontro come gli altri.

               Preliminari
Marta lo condusse al letto, dove già li aspettavano candele accese e una musica delicata in sottofondo. Prima di passare al dunque, però, voleva che l’atmosfera fosse quella giusta.
– Siediti – ordinò, indicando il bordo del letto.
Lui obbedì, e lei si sedette di fronte a lui, guardandolo dritto negli occhi. Le sue mani scivolarono lentamente sulla sua camicia, sbottonandola un bottone alla volta. Il suo torso era liscio e muscoloso, e lei non riuscì a trattenersi dal toccargli delicatamente la pelle.

 

Dominazione
Marta si alzò e si mise in piedi sopra di lui, guardandolo dall’alto. Sapeva che quel giorno sarebbe stata lei a dominare, e sentiva l’adrenalina scorrerle nelle vene.
– Ora farai quello che ti ordino – disse con fermezza. – E non hai il diritto di opporti.
Lui annuì, e lei sorrise trionfante. Si mise a cavalcioni sul suo viso, premendo la sua fica contro le sue labbra. La sua lingua cominciò immediatamente a lavorare, leccando e succhiando i suoi punti più sensibili.
– Più forte – sussurrò, afferrandolo per i capelli e attirandolo più vicino. – Voglio che tu mi supplichi.

 

 Piacere anale
Quando sentì di essere pronta a qualcosa di più, Marta si alzò e gli voltò le spalle. Sporse il sedere, aspettando che lui capisse cosa dovesse fare. Le sue mani scivolarono immediatamente sulle sue natiche, poi cominciarono a massaggiarle l’ingresso del culo.
– Più duro – sussurrò, sentendo le sue dita penetrarla lentamente. – Voglio una scopata violenta.
Lui obbedì, e i suoi movimenti divennero più decisi. La penetrò con forza, e lei gemette sonoramente, sentendo ogni centimetro del suo pene riempirla completamente.

 

 Finale
I loro movimenti diventavano sempre più veloci e caotici. Marta sentiva di avvicinarsi all’orgasmo, mentre le sue spinte si facevano sempre più forti. Alla fine raggiunsero entrambi l’apice, gridando di piacere e appagamento.
Quando crollarono sul letto, Marta lo guardò sorridendo. Era uno di quei momenti che avrebbe ricordato per sempre.
– Grazie – disse piano. – È stato… incredibile.
Lui rispose soltanto con un cenno del capo, ancora ansimante. Sapeva che quello era solo l’inizio delle loro avventure insieme.

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